Chiariamo subito che non si tratta di mala sanità italiana.
Sembrerebbe una battuta, ma in realtà, degli studi condotti a Gloucester ( lì sì che i soldi per la ricerca ci sono !)e pubblicati sul British Medical Journal, rivelano che tra i mangiaspade professionisti i rischi di perforazione intestinale sono meno frequenti che tra i pazienti che si sottopongono a gastroscopia.
A fare la differenza due aspetti: la lama che si ferma prima dell’endoscopio e soprattutto l’atteggiamento mentale. Infatti, i fachiri dopo varie prove effettuano l’inghiottimento con sicurezza e consapevolezza dell’atto compiuto. Ben altro modo di affrontare l’”intrusione” è quello di tremolanti e irrigiditi pazienti che, peraltro, soffrono già di disturbi gastrointestinali. E allora, il consiglio per chi è in attesa della sonda è non pensarci troppo e mandare giù sto rospo…sempre meglio che se fosse una lama, no ?
Articolo di Marco Antonio Mannino




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Noo dai, non credo sia cosi micidiale. Tra l’altro ho visto in giro sul web, c’è una nuova metodica transnasale che permette di fare la gastroscopia con meno problemi. Ciaus!